mastrangelina

1,2,3... prova

Romanzi “senz’aria”, così Manganelli aveva descritto nel 1979 i cento racconti che costituiscono il suo Centuria: “Ho l’impressione che i raccontini di Centuria siano un po’ romanzi a cui è stata tolta tutta l’aria. Ecco: vuole una mia definizione di romanzo? Quaranta righe più due metri cubi d’aria. Io ho lasciato solo le quaranta righe
Un signore amò follemente una giovane donna per tre giorni, riamato per un periodo di tempo all’incirca corrispondente. La incontrò per caso il quarto giorno, quando da due ore aveva cessato di amarla. Inizialmente fu un incontro lievemente imbarazzante; tuttavia il colloquio si movimentò quando risultò che anche la donna aveva cessato di amare il signore, esattamente un’ora e quaranta minuti prima.

da Centuria, di Giorgio Manganelli (via pensierispettinati)

E il mare, quando ci arrivi, è una sferzata di luce e di colore, una botta salutare alla testa, agli occhi, al cuore, ai polmoni. Il mare è lì. Quello spazio vuoto e mosso come un prato azzurro al vento, meraviglia struggente. Non il mare degli stabilimenti, non quello dei bar, dei rumori. Il mare e basta, e una spiaggia libera come una panchina vuota.

B. Sebaste, Panchine, p. 109

(il mare di Ostia)

La quercia del Tasso (A. Campanile) 

(divertimento puro)

come una mia cliente che una volta mi ha chiesto delle mutande: “ma sergio me raccomando, no sintetiche che son lisergica

Sergio nei commenti su FF

(io quest’uomo lo amo)

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